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Febbraio 6, 2026Spaghetti alla Berrettini: quando un piatto semplice diventa un rito
Il nome incuriosisce, il piatto sembra elementare eppure, negli ultimi anni, è diventato un piccolo caso gastronomico. Non perché sia una ricetta elaborata, ma perché racconta una storia fatta di abitudine, disciplina e semplicità.
Gli spaghetti alla Berrettini sono, in sostanza, spaghetti al pomodoro. Ma come spesso accade nella cucina italiana, dietro a una preparazione essenziale si nasconde un racconto più ampio, che intreccia ritualità e attenzione ai dettagli.
La nascita degli spaghetti alla Berrettini
La storia comincia a Melbourne, durante gli Australian Open 2022. Matteo Berrettini ha voglia di un piatto di spaghetti al pomodoro (non per capriccio ma per uscire un po’ dalla dieta riso-pollo che accompagna i periodi di competizione). La Trattoria Emilia è chiusa ma lo chef Francesco Rota, modenese e titolare del locale, decide di aprire la cucina.
In quei giorni Rota stava sperimentando una salsa particolare: una base classica di pomodoro arricchita da pomodori cotti lentamente al forno, in due versioni diverse. Da un lato pomodori tagliati a metà, conditi e lasciati caramellare; dall’altro pomodori interi, cotti coperti con abbondante olio. Il risultato è una salsa intensa, concentrata, capace di valorizzare la semplicità dello spaghetto.
A Berrettini quel piatto piace moltissimo. E così, da quella sera, in modo spontaneo, gli spaghetti prendono il suo nome.
Perché se ne parla oggi
Anni dopo, gli spaghetti alla Berrettini tornano al centro dell’attenzione durante gli Australian Open 2026. A sceglierli, alla vigilia delle partite più importanti, è Jannik Sinner.
Qualcuno parla di scaramanzia. Lui preferisce parlare di abitudini. In un’intervista spiega che ci sono cose che ama fare sempre nello stesso modo, soprattutto prima di una partita. Così non perde rigore, concentrazione e disciplina. Anche a tavola.
La sua cena pre-match è essenziale: spaghetti alla Berrettini, pesce al forno e insalata. Carboidrati semplici, proteine facilmente digeribili, verdure. Una scelta coerente con uno stile di vita attento ai dettagli, lontano dagli eccessi.
È forse questo il motivo per cui gli spaghetti alla Berrettini hanno colpito così tanto l’immaginario collettivo: perché rappresentano una cucina che non cerca l’effetto speciale, ma la costanza.
La ricetta per 4 persone
Ingredienti
- 400 g di spaghetti
- 600 g di pomodori San Marzano
- 300 g di pomodori ciliegini o datterini
- 2 spicchi di aglio
- olio extravergine di oliva q.b.
- sale q.b.
- zucchero q.b.
- erbe aromatiche (timo o origano)
Procedimento
- Lavare i pomodori ciliegini, tagliarli a metà, poi condire con olio, sale, un pizzico di zucchero ed erbe aromatiche;
- Disporli su una teglia e cuocere in forno a 100 °C per circa 1 ora;
- Disporre l’altra metà dei pomodori interi su una seconda teglia con abbondante olio, coprire e cuocere sempre a 100 °C per 1 ora;
- In pentola, dorare gli spicchi d’aglio nell’olio extravergine;
- Aggiungere i pomodori San Marzano sminuzzati e cuocere a fuoco dolce;
- Unire i pomodori cotti al forno alla salsa e frullare fino a ottenere una crema omogenea;
- Regolare di sale se necessario;
- Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata;
- Scolare al dente, unire alla salsa e servire.
Gli spaghetti alla Berrettini sono, alla fine, un piatto semplice. Ma raccontano molto del nostro rapporto con il cibo: la fiducia nei gesti ripetuti, l’importanza delle buone abitudini, la forza di una cucina che non ha bisogno di stupire per essere efficace.
Sono spaghetti al pomodoro, sì.
Ma anche una piccola lezione di disciplina, equilibrio e attenzione.
#pastadelweekend





