Museo degli Spaghetti

Pontedassio, 1958

Nel 1958 Vincenzo Agnesi diede vita al primo museo dedicato alla pasta, conosciuto come “Museo degli Spaghetti”.
Con l’aiuto di Massimo Alberini, tra i più autorevoli storici della cucina italiana, Vincenzo Agnesi rese accessibile al pubblico una parte significativa delle proprie collezioni, allestendo il museo in un’ala della casa di famiglia a Pontedassio.

Il museo raccoglieva macchine storiche per la produzione della pasta, opere d’arte, stampe, documenti e oggetti legati alla storia di uno dei prodotti simbolo della cultura alimentare italiana: la pasta.

Questo primo nucleo museale rappresentò l’origine di un progetto culturale destinato a svilupparsi negli anni successivi.

Museo Nazionale delle Paste Alimentari

Roma, 1992   

A partire da questa esperienza nacque il Museo Nazionale delle Paste Alimentari, concepito con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la valorizzazione della pasta italiana nel mondo.

Il progetto prese forma grazie all’impegno di Eva e Riccardo Agnesi, che misero a disposizione la preziosa collezione ereditata dal padre, Vincenzo Agnesi, composta da macchinari storici, opere d’arte, stampe e documenti legati alla produzione e alla cultura della pasta.

Dopo un lungo lavoro di progettazione, Eva Agnesi individuò Palazzo Scanderbeg, nel centro storico di Roma tra il Quirinale e Fontana di Trevi, come sede ideale per ospitare il museo.

Il percorso espositivo, inaugurato nei primi anni Novanta, offriva un viaggio completo nel mondo della pasta, affrontando temi storici, produttivi, nutrizionali, artistici e culturali.

Un’esperienza culturale unica

Il museo divenne rapidamente un punto di riferimento internazionale per la divulgazione della cultura della pasta, nonché il primo museo al mondo dedicato a un alimento specifico.

Tra le iniziative promosse vi furono seminari, attività didattiche e il Premio del Museo.

La struttura ospitava inoltre una biblioteca specializzata con oltre mille volumi e una collana editoriale realizzata con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Nel 2003 le Poste Italiane dedicarono al Museo Nazionale delle Paste Alimentari un francobollo celebrativo, riconoscendone il valore culturale.

La chiusura nel 2007

Il Museo Nazionale delle Paste Alimentari rimase aperto al pubblico fino al 2007.
Negli anni successivi la struttura non risultò più sostenibile dal punto di vista gestionale e il museo fu quindi chiuso.

Dopo la chiusura del museo, le collezioni sono state conservate e continuano a essere tutelate in diversi contesti. Una parte del patrimonio è custodita presso la sede della Fondazione Vincenzo Agnesi, mentre alcuni macchinari storici sono concessi in comodato d’uso gratuito alla Fabbrica della Pasta di Gragnano.

 

IL PROGETTO OGGI

Il ritorno alle origini Pontedassio, 2021

La Fondazione Vincenzo Agnesi ha avviato un nuovo percorso volto a riportare il Museo della Pasta nel luogo in cui ebbe origine la prima esperienza museale dedicata a questo alimento.

Attraverso la stipula di un protocollo d’intesa con il Comune di Pontedassio, è stato avviato il progetto per la realizzazione del Museo della Pasta di Pontedassio, con l’obiettivo di valorizzare la storia della famiglia Agnesi e il patrimonio culturale legato alla pasta italiana.

Il Comune ha provveduto all’acquisto di un immobile situato nelle vicinanze della storica casa della famiglia Agnesi, destinato a diventare la nuova sede museale. Il progetto è stato successivamente presentato al Ministero della Cultura, che ha concesso un finanziamento attraverso il Fondo Cultura per la realizzazione della struttura.

I lavori di recupero dell’edificio sono oggi conclusi e il progetto di riapertura del museo è in fase di sviluppo.

Pontedassio rappresenta quindi un ritorno alle origini, in un luogo profondamente legato alla storia della famiglia Agnesi e, in modo particolare, alla figura di Vincenzo Agnesi, ispiratore della Fondazione e promotore della prima esperienza museale dedicata alla pasta.

La Fondazione Vincenzo Agnesi coordina oggi il progetto museale e ne promuove la ricerca e la progettazione culturale, con l’obiettivo di dare vita a uno spazio capace di raccontare la storia, l’evoluzione e il valore culturale della pasta italiana.

Verso il futuro per un nuovo Museo nazionale dedicato alla pasta

Accanto al progetto di Pontedassio, la Fondazione Vincenzo Agnesi sta lavorando alla definizione di un più ampio progetto culturale dedicato alla valorizzazione della pasta come patrimonio storico, sociale e identitario del nostro Paese.

L’obiettivo è sviluppare un Museo della Pasta capace di integrare ricerca, divulgazione e nuove forme di racconto culturale, mettendo in dialogo la memoria della pasta con le sfide contemporanee legate all’alimentazione, alla sostenibilità e all’innovazione.

Il progetto intende configurarsi come uno spazio aperto alla collaborazione tra istituzioni, università, imprese della filiera e realtà culturali, con l’ambizione di costruire un luogo di conoscenza e di incontro dedicato alla pasta italiana, simbolo di Made in Italy nel mondo.

In questo percorso la Fondazione promuove attività di ricerca, studio e progettazione museale, favorendo la costruzione di una rete di interlocutori e partner che possano contribuire allo sviluppo del progetto e alla sua futura realizzazione.

  • 1958Il primo museo storico degli spaghetti

  • 1992Il Museo Nazionale delle Paste Alimentari

  • 2007Chiusura del Museo Nazionale delle Paste Alimentari

  • 2021Il progetto per il nuovo Museo della Pasta di Pontedassio

  • OggiVerso un nuovo Museo della Pasta