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Dicembre 12, 2025La cucina italiana è Patrimonio UNESCO: un riconoscimento storico.
La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Un riconoscimento storico, atteso e profondamente meritato, che non premia la notorietà internazionale di una cucina, ma la sua natura culturale, sociale e identitaria.
L’UNESCO ha infatti riconosciuto un intero ecosistema fatto di gesti quotidiani, saperi tramandati, ritualità condivise, biodiversità territoriale e rispetto per la stagionalità.
Il dossier “La Cucina Italiana, tra Sostenibilità e Diversità Bioculturale” aveva già ricevuto una valutazione tecnica positiva dagli organismi consultivi dell’UNESCO, un passaggio decisivo che ha permesso alla candidatura di accedere alla fase finale a New Delhi. È qui che, il 10 dicembre 2025, il Comitato intergovernativo ha espresso il voto che ha portato alla proclamazione ufficiale.
Fin dall’inizio, la candidatura non si è presentata come l’esaltazione di un singolo piatto o di una tradizione gastronomica isolata, ma come la descrizione di un patrimonio vivo. La cucina italiana è un insieme di pratiche che tengono insieme memoria, creatività, stagionalità, biodiversità e comunità.
Come ha ricordato Maddalena Fossati Dondero, direttrice de La Cucina Italiana e promotrice della candidatura, intervenendo durante la tavola rotonda del Premio del Museo 2025 promosso dalla Fondazione Vincenzo Agnesi:
«Non stiamo candidando una ricetta, ma un’identità collettiva. Un Paese che si riconosce nei suoi saperi e sapori ha più strumenti per difendersi anche economicamente. È una carezza di autostima, ma anche un volano per la valorizzazione internazionale della filiera agroalimentare».
Parole che hanno anticipato impeccabilmente lo spirito del riconoscimento arrivato oggi.
La pasta: il simbolo culturale che attraversa l’Italia
In questo grande mosaico, la pasta occupa un ruolo centrale. Non solo perché è uno degli alimenti italiani più riconosciuti al mondo, ma perché incarna la natura stessa della cucina italiana: accessibile, quotidiana, ripetuta, condivisa, capace di adattarsi ai territori senza perdere la sua identità.
La pasta è presente ovunque. È un simbolo democratico, trasversale, domestico e allo stesso tempo iconico. È un linguaggio culturale che accompagna la storia del Paese, che unisce generazioni e territori, che porta un pezzo d’Italia nel mondo.
Ed è proprio per questo che rappresenta in modo esemplare lo spirito del patrimonio immateriale riconosciuto oggi: un sapere vivo, riproducibile, quotidiano, che non vive nel passato ma nel presente delle nostre cucine.
Guardare avanti: una responsabilità condivisa
Il riconoscimento UNESCO non è un punto di arrivo, ma una responsabilità. Un impegno a custodire i saperi, sostenere la filiera agroalimentare, investire nella formazione, nella qualità, nella biodiv
ersità, nella sostenibilità e nell’educazione alimentare delle generazioni future. Riguarda chi produce, chi cucina, chi insegna, chi trasmette, chi sceglie gli ingredienti, chi racconta la cucina come cultura.
La cucina italiana è un’arte quotidiana, fatta di pratiche vive che raccontano chi siamo.
Oggi il mondo lo riconosce ufficialmente.
Domani continueremo aviverlo, praticarlo e trasmetterlo.





